In una fanciullezza spensierata sono poche le immagini aspre ed i momenti tesi che ricordo...Avevo più o meno la tua età Tommaso. Papà mi viene a prendere all'asilo e capisco subito che c'è qualcosa di strano: non lo faceva mai.
Papà è teso, lo vedo parlare a bassa voce con mamma mentre scendo veloce le scale del Leonino, sguardi fugaci e un'espressione che non è la sua; mi guarda negli occhi, mi accarezza la testa e mi gela subito il sorriso sulla faccia.
Saliamo in silenzio in macchina, non capisco ma mi adeguo al silenzio. La radio gracchia di blocchi stradali e caccia all'uomo: non sembra uno di quegli sceneggiati che nonno ascolta la domenica mattina, mentre si fa la barba.
A pranzo si guarda il telegiornale di rai uno, come sempre, tranne quelle rare volte che i giornalisti fanno sciopero e noi piccoli...festa. Il bianco e nero mi salva dal sangue sul selciato, qualcuno ha buttato dei lenzuoli a terra e quella mattina è stata la prima ed unica volta che ho visto mio padre con gli occhi lucidi di rabbia e paura, fissare lo schermo senza riuscire a dire niente.
Da via Fani in poi la nostra vita in Italia non è stata più la stessa e nello studio di papà, che mai aveva parlato di politica a casa, dopo pochi giorni è comparsa una cornice marrone con dentro la foto di un uomo brizzolato dallo sguardo dolce e fermo.
La foto sta ancora lì ed io...non dimentico!
Papà è teso, lo vedo parlare a bassa voce con mamma mentre scendo veloce le scale del Leonino, sguardi fugaci e un'espressione che non è la sua; mi guarda negli occhi, mi accarezza la testa e mi gela subito il sorriso sulla faccia.
Saliamo in silenzio in macchina, non capisco ma mi adeguo al silenzio. La radio gracchia di blocchi stradali e caccia all'uomo: non sembra uno di quegli sceneggiati che nonno ascolta la domenica mattina, mentre si fa la barba.
A pranzo si guarda il telegiornale di rai uno, come sempre, tranne quelle rare volte che i giornalisti fanno sciopero e noi piccoli...festa. Il bianco e nero mi salva dal sangue sul selciato, qualcuno ha buttato dei lenzuoli a terra e quella mattina è stata la prima ed unica volta che ho visto mio padre con gli occhi lucidi di rabbia e paura, fissare lo schermo senza riuscire a dire niente.
Da via Fani in poi la nostra vita in Italia non è stata più la stessa e nello studio di papà, che mai aveva parlato di politica a casa, dopo pochi giorni è comparsa una cornice marrone con dentro la foto di un uomo brizzolato dallo sguardo dolce e fermo.
La foto sta ancora lì ed io...non dimentico!
Sono nato a Terni il 22 giugno del 1973; erano le una e un quarto di notte ed i miei dicono che faceva un gran caldo. Dall'anno del diploma al liceo classico Tacito ho cominciato ad occuparmi di politica, o meglio, dell'amministrazione della nostra città e del nostro Territorio. Sono riuscito a far stare dentro i miei primi trent'anni un diploma al Conservatorio Briccialdi, Giurisprudenza all'Università di Perugia, un paio di master in marketing politico-elettorale alla Luiss (con 2 borse di studio), moltissimo sport, quasi 2 anni al Parlamento Europeo (ma come assistente) un paio di legislature da Presidente di Circoscrizione, un mare di passioni e tanti ma tanti viaggi. Dal 2000 siedo tra i banchi di Palazzo Spada a suon di preferenze e senza compromessi. L'11 settembre del 2004, dopo un fidanzamento da leggenda, ho sposato un architetto:
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