domenica 5 febbraio 2012
VOLONTARI & ZUAVI
martedì 17 gennaio 2012
I cavalieri che fecero l'impresa...
lunedì 4 aprile 2011
l'anello del Fionchi
giovedì 17 marzo 2011
150° A PASSO LENTO...
domenica 27 febbraio 2011
Volontari della Valnerina: le origini.
"...La sera che arrivammo dormimmo finalmente in una stanza normale, dopo tante notti passate per terra, dentro una cantina o dove capitava. Dopo cena ci facemmo un giro a carte sotto il portico ornato da un bel roseto, anche se in realtà tutti e tre avevamo voglia di guardarci in faccia e di raccontarci, con gli occhi e senza parole, quello che ognuno di noi provava dopo aver compiuto un’impresa che a tutti pareva impossibile. Ma noi non sapevamo che era impossibile, e quindi ce la avevamo fatta, come scrive Mark Twain. Ci rendemmo conto che camminando si imparano tante cose. Avevamo imparato che per farcela servono mete chiare e occhi concentrati, muscoli allenati e mappe mandate a memoria, attrezzi giusti e zaino ridotto all’essenziale, umiltà quando cadi o sbagli strada e insieme sfrontatezza e tenacia nel rialzarti. Quel po’ di follia che ti spinge a desiderare una meta che appare fuori dalla portata delle persone normali, e insieme uno spiccato senso del reale per non perdersi del tutto nella follia. E che la ragione non è solo nella nostra testa e nel nostro metro, ma è un arco da tendere con tutti i fattori che abbiamo: ascoltare il proprio istinto e la fatica del fisico, l’altro e il tempo, gli animali e gli alberi, e in alcuni momenti affidarsi al buon Dio quando hai fatto tutto ciò che è umanamente possibile. Avevamo capito che la terra dove posi il passo ne sa più di te ed è diversa da ogni altra, ha un genio da esaltare, regole da rispettare, una bellezza che devi restituire ai tuoi figli… Eravamo partiti in tre, ma neanche a metà strada uno di noi se n’era tornato indietro – più per sfiducia nell’obiettivo che per scarso allenamento – ed eravamo comunque arrivati in tre. Antonio si era unito naturalmente e senza dircelo: l’avevamo conosciuto in cammino – e quindi era amico da sempre – e si era affidato a noi con una lealtà e una fiducia che si trova solo nei compagni di strada. Grazie ad Antonio – che mi salvò la pelle la notte dopo che l’avevamo incontrato, mettendo a rischio anche la sua nonostante lo conoscessi da poche ore – avevamo scoperto che ogni persona che incontri è unica: ha una storia da raccontare che profuma d’infinito e la forza sorgiva di un’idea che ha bisogno di essere libera, condivisa, estesa: è un potenziale compagno di strada, se crede nella stessa impresa. Fu quella sera che immaginammo un futuro dove le storie delle energie personali si integrano e fanno leva – come tanti piccoli ruscelli si fanno fiume che scende impetuoso a far fiorire le terre di pianura – e si mettono in cammino per trasformare gli spazi vissuti dalle persone in geografie sostenibili..."
(da "Camminando" di Carlo Befani)
domenica 30 gennaio 2011
TREKKING URBANO
domenica 24 ottobre 2010
Fumano le nubi...
Fumano le nubi all'orizzonte tra i rossi della verde Umbria.
Fumano i baveri delle giacche in salita.
Fumano veloci i pensieri di tutta la settimana.
Lunga vita ai Volontari della Valnerina e occhio al messaggio subliminale.
Un grande applauso al mio fido Nokia E70, un vero trattore che si sorbisce ore di chiamate ed è ancora in grado di catturare immagini del genere...che con la macchina fotografica sono capaci tutti.
domenica 11 luglio 2010
Alla macchia... compari!
Tutta colpa mia, che ho consegnato la mappa nelle mani del “farfallofilo”. Così abbiamo subito sbagliato strada e ci sono voluti 4 o 5 chilometri per rendersene conto. Ce n’erano 24 in programma, da Sant’Anatolia di Narco a Spoleto, attraverso la vecchia ferrovia abbandonata della Valnerina; ne abbiamo aggiunto “simpaticamente” qualcuno. Ma andiamo con ordine.
La mattina era cominciata presto, verso le 6. Quei buontemponi di operai del cantiere a Piazza Valnerina ci davano sotto col martello pneumatico e per fortuna stavo già facendo lo zaino…
A passo lento lungo un percorso suggestivo, per San Martino, la galleria di Caprareccia (quasi 2 chilometri di tunnel con 10 gradi di meno ed un buio appena scalfito dalle nostre torce) e poi, lungo il viadotto di Cortaccione, fino alla piana di Spoleto.
Le foto raccontano una giornata da Volontari, di quelle che non si dimenticano.
Pure i muli carichi di zaini abbiamo incontrato…
Il caldo non ve lo racconto neanche, come l’emozione di vedere una coppia di poiane volteggiarci sopra per un bel po’.
Quasi 6 ore e una faticaccia delle nostre. Ma questo è il modo che preferiamo di andare in giro per il nostro territorio: a passo lento!
Lunga vita ai VALNERINA VOLUNTEERS.
domenica 27 giugno 2010
dalla Torre all'Eremo
In cima, appena ho ricominciato a respirare, mi sono riempito gli occhi delle vestigia umbre e romane, bianchissime al sole. Un posto ammaliante, con una vista unica su tutta la Conca, da Terni a Sangemini e via, verso Todi, con un panorama a 360 gradi che abbraccia Perugia fino al monte Subasio. Andateci, se non l'avete ancora fatto...
Giusto il tempo di dare un'occhiata alla caverna della Sibilla, che già camminavamo verso l'Eremo di frate Bernardino, attraverso un fitto bosco di lecci, querce e muschi. 781 metri sul livello del mare recita il cartello e le immagini spiegano bene la magia di un luogo unico.
La storia di padre Bernardino, di come abbia restaurato l'antico monastero, la lasciamo a Gian Luca (e questa è una richiesta ufficiale di un post da "ospite").
Per quanto mi riguarda, m'è bastata l'immagine del secolare cedro del libano e le traverse di legno dei binari, messe a terra come sedili per la messa, proprio lì, all'ingresso del prato. All'aperto...come avrebbe fatto Francesco, il giullare di Dio. C'è voluta tutta la volontà del mondo per declinare l'invito a pranzo di fra Bernardino, che armeggiava col sugo della domenica...
Da lì, cercando di evitare i cani dei greggi, siamo risaliti dritto per dritto e tornati alla macchina.
Anche oggi una sfacchinata niente male. Ma quant'è bello il posto che abitiamo...
venerdì 4 giugno 2010
2 giugno 2010: in cammino per... la Repubblica
2 giugno 2010, i VALNERINA VOLUNTEERS in cammino per la Repubblica.
Non conosco modo migliore di onorare la Festa che camminare tra i monti della nostra splendida Valnerina. Una passeggiata davvero fantastica, 22 chilometri tosti, con tanto di tricolore al seguito... C'era da celebrare il "battesimo ufficiale" di due nuovi membri: Damiano e Giuseppe, geniali ideatori del logo e camminatori mica da ridere... E battesimo c'è stato, con tanto di acqua, naturalmente, ma andiamo con ordine.
Siamo partiti di prima mattina da Monte San Vito in direzione Pago Le Fosse, vecchia terra di briganti, al passo veloce di un Raul che non ti aspetti. Sentieri affascinanti tra boschi, greti di torrenti in secca, rocce bianchissime e scorci mozzafiato. Da qui il percorso s'è fatto davvero impegnativo, tutto in salita (e che rampe) per la Valle Mapana (o Valpagana) fino alla Forcella del Motola. Lassù, e non poteva essere altrimenti, i battiti sono scesi ed abbiamo sventolato il tricolore, in onore della Festa della Repubblica: ai nostri piedi la vallata reatina di Leonessa, abbracciata da una vista unica di tutti i monti dal Terminillo al Vettore. Neanche mezzora di riposo, giusto il tempo per un panino al lombetto e qualche scambio col pallone ovale, che già arrancavamo tra i cavalli al pascolo per la cima verdeggiante del Monte Motola; abbiamo raggiunto il Pozzo Culone (il cui nome è tutto un programma) e da qui dobbiamo aver proprio mancato il sentiero. Sta di fatto che, mentre cominciavano a risuonare i primi rombi dei tuoni, ci siamo trovati in mezzo ad un dirupo, tra boschi e "simpaticissimi" rovi, con la pioggia che sentivamo arrivarci alle spalle... Un vecchio detto, rimodulato già nell'avventura di Italica 150 da Carlo, a cui tributiamo il copyright, recita: meglio perde a briscola a 59 che sta nella macchia quando piove. Sanissima saggezza popolare! Quando ho visto il capo spedizione prendere a racchettate un cespuglio di rovi, ho cominciato a preoccuparmi. E fortuna il gps satellitare di Luciano, che ci ha ricondotto tra rocce, tronchi, rovi e pioggia, sul sentiero del ritorno. Dulcis in fundo, gli ultimi 3 chilometri e rotti sotto la grandine, per la gioia di chi sapeva di non essersi portato un ricambio di panni. Tornati a Monte San Vito, si aspettava una "frugale" merenda a base di salsicce, pane di Strettura e vini rossi. Dopo la quinta bottiglia, il freddo non l'ha più sentito nessuno...
Lunga vita ai VALNERINA VOLUNTEERS e...abbasso il re!
venerdì 21 maggio 2010
DAJE!!!
giovedì 13 maggio 2010
in cammino...
Oltre 5 mesi di stop. E come li riprendo i fili del blog? Me lo sono chiesto per parecchio. Poi ecco Enrico Brizi, lo scrittore, che si inventa un'avventura. Per i 150 anni dell'Unità d'Italia si fa una camminata per i sentieri dello Stivale dalla Vetta d'Italia a Capo Passero. Italica 150 si chiama, ed il viaggio è a passo lento. Capita che accetti dei camminatori "affluenti", a gruppi di 5, disposti ad accompagnarlo per le strade delle nostre terre. Così, insieme a Gian Luca, Carlo, Luca e Luciano, domani mattina partiamo da Portaria e su...verso Visso. 5 camminatori, 4 giorni, 100 e più chilometri di marcia. Niente male...
Il nome è tutto un programma: Valnerina Volunteers. In fondo lo sapete quanto amiamo queste nostre terre, e siamo anche fieri di presentarle ad un viaggiatore che ha già nelle gambe decine di giorni di duro cammino, per lo più sotto l'acqua. E' con la tigna della Conca che preparo lo zaino stasera. Daniela mi guarda e pensa che in fondo lo sapeva di aver sposato uno strano... Tanti significati, al di là del puro piacere di camminare con 4 amici a spasso per i sentieri della nostra bella Umbria. Per me uno su tutti: è proprio tempo di rimettersi in cammino... Vi lascio con il tragitto di massima, così come Gian Luca l'ha descritto ad Enrico Brizi ed agli altri camminatori affluenti. Magari ci sarà modo, la sera, di aggiornare il blog. Nel frattempo... Buon cammino a tutti.
Sono nato a Terni il 22 giugno del 1973; erano le una e un quarto di notte ed i miei dicono che faceva un gran caldo. Dall'anno del diploma al liceo classico Tacito ho cominciato ad occuparmi di politica, o meglio, dell'amministrazione della nostra città e del nostro Territorio. Sono riuscito a far stare dentro i miei primi trent'anni un diploma al Conservatorio Briccialdi, Giurisprudenza all'Università di Perugia, un paio di master in marketing politico-elettorale alla Luiss (con 2 borse di studio), moltissimo sport, quasi 2 anni al Parlamento Europeo (ma come assistente) un paio di legislature da Presidente di Circoscrizione, un mare di passioni e tanti ma tanti viaggi. Dal 2000 siedo tra i banchi di Palazzo Spada a suon di preferenze e senza compromessi. L'11 settembre del 2004, dopo un fidanzamento da leggenda, ho sposato un architetto: